TITANO XCO: il sogno nel cassetto che si è finalmente aperto
TITANO XCO: il sogno nel cassetto che si è finalmente aperto

TITANO XCO: il sogno nel cassetto che si è finalmente aperto


Incredibile! Un evento così tanto sognato, atteso e preparato, è volato via come una bolla di sapone…

Per chi abita qui in zona questa è stata molto più di una gara… è stata un’occasione unica, una sorta di mondiale in miniatura.

Anche Per noi che abbiamo lavorato dietro le quinte è stata altrettanto unica perché dovevamo esimerci da ogni figura di merda possibile. Non si può parlare di perfezione perché quella esiste solo nelle favole, ma il San Marino MTB assieme alla Federazione Sammarinese Ciclismo ha dimostrato di avere le carte in regola per un grande evento internazionale non sbagliando praticamente niente di niente.

Noi abbiamo avuto la grande possibilità di essere parte integrante di questo bel progetto e grazie alla sinergia che si è creata, questo sogno è riuscito nel migliore dei modi. Il tutto è stato possibile anche ad una fitta collaborazione tra queste tre realtà. Come si dice da noi “le pugnette contano poco” e per fare cose di qualità, belle e che funzionano, c’è bisogno di sinergia se no si è destinati a rimanere fini a se stessi con le proprie idee.

Oggi però, non vogliamo raccontarvi la cronaca di una gara che ha visto l’assolo di Bucci Emanuele dal primo all’ultimo giro. Bucci, voleva fortemente il successo e da buon vincente qual è non ha tradito le aspettative Imponendo sin da subito il suo ritmo forsennato e costringendo tutti gli altri a lottare solo per dei piazzamenti. Oggi vogliamo raccontarvi cosa è stato per noi questo evento…

Chi va in bicicletta ci va per svariati motivi e spesso tra le motivazioni c’è la voglia di emergere, di essere qualcuno e di lottare per qualcosa. Il biker spassionato che ci va per puro piacere haimè è sempre più raro e purtroppo in via di estinzione. La tecnologia, i cardiofrequenzimetri, i misuratori di potenza e le tabelle di allenamento ci distraggono da quello che la bici è, ovvero una medicina contro qualsiasi tipologia fisica e mentale del nostro corpo.

La mountain bike, a differenza di una bici normale ha un ingrediente in più e si chiama adrenalina. Proprio durante le prove di Titano Xco abbiamo aiutato un nostro amico che si cimentava per la prima volta nella discesa dei tronchi. Ci sono voluti 20 minuti per riuscire a convincerlo a venire giù, ma poi quando è successo, l’adrenalina ha fatto si che quell’ostacolo che sembrava un trampolino di lancio verso il pronto soccorso, diventasse la giostra più bella del pomeriggio. Sono cose che solo noi possiamo capire.

Così solo noi possiamo capire la fatica che si prova in quei 90 minuti, le gambe gonfie di dolore, il cuore a 180 battiti, la voglia costante di mollare, i polmoni che si contraggono… Ma lo sport è proprio per questo: inspiegabile da chi lo guarda, necessario da chi lo vive in prima persona.

In tutta questa poesia che la MTB regala, c’è chi di sport ci vive e porta a casa lo stipendio. E’ estremamente bello vedere da vicino questa differenza, anche perchè si nota un grande controsenso: spesso, anzi, sempre più spesso, chi ci lavora su una bicicletta è più tranquillo e rilassato di chi invece in bici ci dovrebbe andare solo per divertirsi.  Cose che fanno pensare in un mondo dove chi lo fa per lavoro porta a casa i soldi, mentre chi lo fa per passione porta a casa (se va bene) dei pacchi alimentari… In ogni caso ci è stata data una grande opportunità. Provare in prima persona un circuito, correrci e poi vedere sugli stessi sentieri i professionisti del settore.

Si imparano tante cose. Prima di tutto capisci che in discesa, tu che fai il gradasso su Strava, sei fermo come un paracarro in tangenziale all’ora di punta (ovviamente scherziamo ?). E se in discesa pensi di essere fermo, quando li vedi in salita ti viene da prendere la bici e segarla nel mezzo. Impari tanti accorgimenti tecnici, traiettorie e gestione della gara. Impari insomma che è giusto così (e magari ti passa anche un po’ quella mania di professionismo).

Il nostro sport ha un estremo bisogno di eventi dove amatori e professionisti, nella loro distinzione si incontrino. Ha bisogno di gente che lo segua per non farlo morire. Ha bisogno sostanzialmente di noi…

La cultura ancora scarseggia. Se un evento del genere fosse stato proposto in Belgio o in Svizzera, probabilente le comunità locali avrebbero fatto a schiaffoni per un posto in prima fila. Noi ancora da questo concetto di “sport-festa” siamo un po’ lontani ma con la giusta filosofia ci arriveremo…

Nei nostri sei anni di  attività, il circuito sta acquisendo sempre più Prestigio. Basta guardare i primi 10 classificati della classifica assoluta per capire che nel panorama del Cross-Country poche altre manifestazioni amatoriali hanno questo livello di atleti. Bucci Emanuele per intenderci girava sabato in circa 12 minuti, stesso tempo del vincitore con il circuito “solo” 400 metri più lungo… Il bello del Caveja però è proprio questo. I numeri bassi ci consento di dare la stessa visibilità a tutti. A Bucci Emanuele che si è goduto un arrivo vittorioso e stra-meritato con il gran pubblico presente, a chi è arrivato #esimo ma con gli applausi del medesimo pubblico sulle note di Gigi D’Agostino pompati a ottomila watt. Manteniamo un clima di competizione nella sua uniformità, regole e serietà, ma non ci dimentichiamo mai che è una festa! Lo facciamo soprattutto per i più giovani, per i ragazzi che un giorno vogliono diventare come noi. E sta a noi insegnarli a crescere il meglio possibile…

Il successo del Mini-Caveja dove ragazzini dai 6 agli 11 anni si sfidano giocando su mini gimkane ne è un esempio lampante. Mai come a San Marino tanti bambini e famiglie si sono uniti per un pomeriggio di sport e divertimento… Oggi a San Marino non resta che la polvere e i sentieri ormai gommati. La natura si è ripresa il suo posto è il silenzio che domina il bosco ha trasformato l’arena di TITANO XCO nel luogo dove trovare un po’ di pace…

Ringraziamo chi ci ha dato la possibilità di prendere parte a tutto questo…

Rock race Mountain Bike Rimini – San Marino – Montefeltro

foto di Enrico Maccagli è Davide Salvatori

 

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